Robin Hood, ( USA/Regno Unito 2010 , 148 ' )
Regia: Ridley Scott
Genere: avventura/storico
Interpreti: Russel Crowe, Cate Blanchett, Mark Strong, William Hurt, Kevin Durand, Scott Grimes, Matthew MacFayden, Oscar Isaac
XII secolo, medioevo pieno. Il re d ' Inghilterra Riccardo Cuor di Leone ( Huston ) intraprende una sanguinosa Crociata in Terrasanta che gli costerà la vita. Un manipolo di arcieri mercenari riesce a disertare sotto mentite e nobilissime spoglie per poter calcare di nuovo l'albionico suolo natìo. Uno di questi è un massiccio sassone dalla pellaccia più dura di un cinghiale : Robin Longstride ( Crowe) .
L'identità celata e una promessa in punto di morte fatta a un cavaliere condurranno Robin e i suoi fidati compagni nelle lontane terre di Nottingham.
Due nemici sulla sua strada: un traditore della corona, Sir Godfrey ( Strong ) e un traditore con la corona, Giovanni Senzaterra ( Isaac ).
Scott mette a punto l'ennesimo capolavoro della sua già prolifica carriera consacrando a feticcio delle sue opere il simbolo della mascolinità dura e pura Russel Crowe. Il Robin Hood che propone il regista è ben diverso dal laccato stereotipo di Kevin Costner ormai risalente al 1991 ( preistoria economica e cinematografica ).
La sceneggiatura del film è firmata da Brian Helgeland, grande conoscitore della coppia Scott-Crowe ( L.A.Confidential col quale vince anche l'Oscar nel 1997 ).
Lo spettatore non ha un attimo di tregua, la pellicola coinvolge a tutto tondo in special modo grazie alle magnifiche ricostruzioni di una realtà sconvolgente. Dialoghi scarni, efficaci, a tratti comici senza mai scadere nella facile retorica propria dei film storici e d'avventura.
Non si può negare che questo Roin Hood sia la reincarnazione di Massimo Decimo Meridio 900 anni dopo ( le citazioni sono davvero troppe e palesi nelle sequenze di guerra ). La chiarezza negli intenti del regista paga e anche bene, il Gladiatore è divenuto modello e main plot, e questo al pubblico innegabilmente piace. Crowe titanico.
Stelle ( da 1 a 4 ) = 3
lunedì 16 gennaio 2012
Segnali dal Futuro
Segnali dal Futuro, ( USA/Australia )
Regia: Alex Proyas
Genere: fantacienza\catastrofico
Interpreti: Nicolas Cage, Chandler Canterbury, Rose Byrne,Lara Robinson
Una bambina, Lucinda, nel 1959 sente voci che altri non sentono e le bisbigliano di scrivere una sequenza numerica che poi entrerà in possesso del piccolo Caleb ( Canterbury ) nel lontano 2009. Il padre del bambino, l'astrofisico ateo e determinista John Koestler ( Cage ), in preda ad un periodo di forte depressione per la morte della moglie scopre un significato in quel codice numerico apparentemente frutto di una mente schizofrenica.
Ci troviamo ad osservare l'ennesimo film rappresentante del filone catastrofico che purtroppo sta occupando le sale cinematografiche da diverso tempo ( vedi l'attuale 2012 o The Day After Tomorrow ). Sceneggiatura coinvolgente e abbastanza lineare in grado di mettere in luce al momento giusto gli elementi che costituiscono lo sviluppo della vicenda.
Finale purtroppo deludente e scontanto.
Stelle ( da 1 a 4 ) = 2
Regia: Alex Proyas
Genere: fantacienza\catastrofico
Interpreti: Nicolas Cage, Chandler Canterbury, Rose Byrne,Lara Robinson
Una bambina, Lucinda, nel 1959 sente voci che altri non sentono e le bisbigliano di scrivere una sequenza numerica che poi entrerà in possesso del piccolo Caleb ( Canterbury ) nel lontano 2009. Il padre del bambino, l'astrofisico ateo e determinista John Koestler ( Cage ), in preda ad un periodo di forte depressione per la morte della moglie scopre un significato in quel codice numerico apparentemente frutto di una mente schizofrenica.
Ci troviamo ad osservare l'ennesimo film rappresentante del filone catastrofico che purtroppo sta occupando le sale cinematografiche da diverso tempo ( vedi l'attuale 2012 o The Day After Tomorrow ). Sceneggiatura coinvolgente e abbastanza lineare in grado di mettere in luce al momento giusto gli elementi che costituiscono lo sviluppo della vicenda.
Finale purtroppo deludente e scontanto.
Stelle ( da 1 a 4 ) = 2
L'Uomo Che Fissa le Capre
L'Uomo Che Fissa le Capre, ( USA 2009 , 90 ' )
Regia: Grant Heslov
Genere: commedia
Interpreti: George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges, Kevin Spacey
Bob Wilton ( McGregor ), giornalista di mezza tacca, si reca in Medio Oriente affamato di scoop, dove scopre un reparto segreto dell'esercito statunitense che si prefigge di utilizzare facoltà paranormali in campo bellico. L'incontro con Lyn Cassady ( Clooney ), da oltre vent'anni membro del reparto, gli aprirà le porte verso una nuova realtà, scoprendo che l'esercito e il modo di combattere sono cambiati. Secondo Bill Django ( Bridges ) poter leggere i pensieri del nemico, passare attraverso solide mura e perfino uccidere una capra semplicemente fissandola saranno i nuovi strumenti che porteranno gli States alla vittoria. Ma quando il fondatore del reparto sparisce, Cassady intraprende unmistico camino per trovarlo e Bob si unirà a lui incuriosito dalle inverosimili storie.
L'idea di fondo della pellicola presenta degli ottimi spunti di carattere satirico e irriverente nell'analizzare la realtà dei corpi militari statunitensi. Si ride e si sorride per buona parte del film, ma per via di molti tempi morti si sbadiglia altrettanto: sceneggiatura abbastanza bipolare non all'altezza del messaggio del film e del genere che è stato scelto dal regista.
Stelle ( da 1 a 4 ) = 1 e 1\2
Regia: Grant Heslov
Genere: commedia
Interpreti: George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges, Kevin Spacey
Bob Wilton ( McGregor ), giornalista di mezza tacca, si reca in Medio Oriente affamato di scoop, dove scopre un reparto segreto dell'esercito statunitense che si prefigge di utilizzare facoltà paranormali in campo bellico. L'incontro con Lyn Cassady ( Clooney ), da oltre vent'anni membro del reparto, gli aprirà le porte verso una nuova realtà, scoprendo che l'esercito e il modo di combattere sono cambiati. Secondo Bill Django ( Bridges ) poter leggere i pensieri del nemico, passare attraverso solide mura e perfino uccidere una capra semplicemente fissandola saranno i nuovi strumenti che porteranno gli States alla vittoria. Ma quando il fondatore del reparto sparisce, Cassady intraprende unmistico camino per trovarlo e Bob si unirà a lui incuriosito dalle inverosimili storie.
L'idea di fondo della pellicola presenta degli ottimi spunti di carattere satirico e irriverente nell'analizzare la realtà dei corpi militari statunitensi. Si ride e si sorride per buona parte del film, ma per via di molti tempi morti si sbadiglia altrettanto: sceneggiatura abbastanza bipolare non all'altezza del messaggio del film e del genere che è stato scelto dal regista.
Stelle ( da 1 a 4 ) = 1 e 1\2
Nemico Pubblico
Nemico Pubblico, ( USA 2009, 143 ' )
Regia: Michael Mann
Genere: drammatico
Interpreti: Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, Jason Clarke, Channing Tatum, Billy Crudup, Giovanni Ribisi
Lo scenario è quello di un' America malconcia affatto preparata ad affrontare la crisi economica del 1929. I sogni sfavillanti dei ruggenti anni Venti dell'America di Coolidge sono ormai carta straccia. Il prodotto di questa situazione è uno dei più abili e spietati gangster che la storia abbia mai conosciuto: John Dillinger ( Depp ), considerato dall'FBI e dal suo direttore J. Edgar Hoover ( Crudup ) il nemico pubblico n. 1. Una figura particolare, un criminale con una sua etica vecchio stampo capace di amare la donna della sua vita ( Cotillard ) e al tempo stesso di fare il gran delinquente sempre in fuga dalla polizia di città in città. Identificato e ucciso con cinque colpi d'arma da fuoco dal glaciale agente FBI Melvin Purvis ( Bale ).
Mann sceglie essenzialmente di raccontare il mondo (est)etico di un gangster che affronta l'estremo sacrificio per il bene di tutti.
Grazie alla collaborazione dei sui fidi sceneggiatori Bennet e Biderman, è riuscito a creare forse una delle ricostruzioni storiche più belle e fedeli di tutta la cinematografia ( emblematica la sequenza della locomotiva alla stazione ).
Si assiste all'ennesima conferma del talento di Depp ( meglio lui di un DiCaprio ); efficace l'interpretazione di Bale nel ruolo di segugio tutto d'un pezzo; Cotillard bellissima.
Poesia pura l'artificio di Mann nell'ultima sequenza in cui Dillinger rivede la sua vita al cinema.
Capolavoro.
Stelle ( da 1 a 4 ) = 4
Regia: Michael Mann
Genere: drammatico
Interpreti: Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, Jason Clarke, Channing Tatum, Billy Crudup, Giovanni Ribisi
Lo scenario è quello di un' America malconcia affatto preparata ad affrontare la crisi economica del 1929. I sogni sfavillanti dei ruggenti anni Venti dell'America di Coolidge sono ormai carta straccia. Il prodotto di questa situazione è uno dei più abili e spietati gangster che la storia abbia mai conosciuto: John Dillinger ( Depp ), considerato dall'FBI e dal suo direttore J. Edgar Hoover ( Crudup ) il nemico pubblico n. 1. Una figura particolare, un criminale con una sua etica vecchio stampo capace di amare la donna della sua vita ( Cotillard ) e al tempo stesso di fare il gran delinquente sempre in fuga dalla polizia di città in città. Identificato e ucciso con cinque colpi d'arma da fuoco dal glaciale agente FBI Melvin Purvis ( Bale ).
Mann sceglie essenzialmente di raccontare il mondo (est)etico di un gangster che affronta l'estremo sacrificio per il bene di tutti.
Grazie alla collaborazione dei sui fidi sceneggiatori Bennet e Biderman, è riuscito a creare forse una delle ricostruzioni storiche più belle e fedeli di tutta la cinematografia ( emblematica la sequenza della locomotiva alla stazione ).
Si assiste all'ennesima conferma del talento di Depp ( meglio lui di un DiCaprio ); efficace l'interpretazione di Bale nel ruolo di segugio tutto d'un pezzo; Cotillard bellissima.
Poesia pura l'artificio di Mann nell'ultima sequenza in cui Dillinger rivede la sua vita al cinema.
Capolavoro.
Stelle ( da 1 a 4 ) = 4
Videocracy
Videocracy, ( Italia / Svezia 2009 , 85 ' )
Regia: Erik Gandini
Genere: film documentario
Interpreti: Silvio Berlusconi; Lele Mora; Fabrizio Corona; Simona Ventura; Flavio Briatore; Riccardo Canevali
Nell'era del qualcunismo imperante, Erik Gandini decide di calare dalle algide brume nordiche dove tutto è libertà vera per compiere una disarmante analisi del popolo delle libertà finte. Nel nostro tempo e nel nostro Paese l'essere popolari; l'apparire in televisione diventa più che mera aspirazione artistica : si trasforma in necessità, diventando progetto di vita per molti giovani ( la storia di Riccardo ne è l'esempio ).
Il prodotto di cotanta influenza mediatica da parte di chi controlla le reti televisive è suggestione di massa che procura a chi produce spettacolo nel mondo del piccolo schermo non soltanto indubbi guadagni economici, ma anche politici.
La forma descrittiva scelta da Gandini si discosta molto dal classico documentario mooriano al quale siamo stati abituati negli ultimi anni.
La voce fuori campo del regista è marginale e superflua, tutto il contenuto è plasmato dalle immagini e dalle parole dei personaggi.
In molti passaggi della pellicola si perde la dimensione del documentario e si entra in quella surreale del film grottesco ( la stanza da letto e lo studio di Lele Mora ) in cui il regista riesce a trasmettere efficacemente l'agghiacciante perdita di moralità dell'Italia in cui siamo costretti a vivere ( Fabrizio Corona ne rappresenta il prodotto di più alta qualità ).
La proiezione del trailer pubblicitario di Videocracy è stata ferocemente censurata sia dalla TV di Stato che da quella commerciale ( ammesso che esista ancora una differenza tra le due tipologie ).
Nel primo fine settimana di proiezione in Italia, il film ha riscontrato un alto successo di pubblico, pur essendo presentato in un numero limitato di sale, 70.
Assolutamente da vedere : SVEGLIAMOCI !!!
Stelle ( da 1 a 4 ) = 3
Regia: Erik Gandini
Genere: film documentario
Interpreti: Silvio Berlusconi; Lele Mora; Fabrizio Corona; Simona Ventura; Flavio Briatore; Riccardo Canevali
Nell'era del qualcunismo imperante, Erik Gandini decide di calare dalle algide brume nordiche dove tutto è libertà vera per compiere una disarmante analisi del popolo delle libertà finte. Nel nostro tempo e nel nostro Paese l'essere popolari; l'apparire in televisione diventa più che mera aspirazione artistica : si trasforma in necessità, diventando progetto di vita per molti giovani ( la storia di Riccardo ne è l'esempio ).
Il prodotto di cotanta influenza mediatica da parte di chi controlla le reti televisive è suggestione di massa che procura a chi produce spettacolo nel mondo del piccolo schermo non soltanto indubbi guadagni economici, ma anche politici.
La forma descrittiva scelta da Gandini si discosta molto dal classico documentario mooriano al quale siamo stati abituati negli ultimi anni.
La voce fuori campo del regista è marginale e superflua, tutto il contenuto è plasmato dalle immagini e dalle parole dei personaggi.
In molti passaggi della pellicola si perde la dimensione del documentario e si entra in quella surreale del film grottesco ( la stanza da letto e lo studio di Lele Mora ) in cui il regista riesce a trasmettere efficacemente l'agghiacciante perdita di moralità dell'Italia in cui siamo costretti a vivere ( Fabrizio Corona ne rappresenta il prodotto di più alta qualità ).
La proiezione del trailer pubblicitario di Videocracy è stata ferocemente censurata sia dalla TV di Stato che da quella commerciale ( ammesso che esista ancora una differenza tra le due tipologie ).
Nel primo fine settimana di proiezione in Italia, il film ha riscontrato un alto successo di pubblico, pur essendo presentato in un numero limitato di sale, 70.
Assolutamente da vedere : SVEGLIAMOCI !!!
Stelle ( da 1 a 4 ) = 3
Una Notte al Museo 2 - La fuga
Una Notte al Museo 2 - La fuga , ( USA\Canada , 2009 )
Regia: Shawn Levy
Genere: commedia
Interpeti: Ben Stiller, Amy Adams, Robin Williams, Owen Wilson, Steve Coogan, Hank Azaria
Stelle ( da 1 a 4 ) = 2
Regia: Shawn Levy
Genere: commedia
Interpeti: Ben Stiller, Amy Adams, Robin Williams, Owen Wilson, Steve Coogan, Hank Azaria
Nella terra dei sogni anti-crisi dove ogni obiettivo è ancora
utopisticamente raggiungibile, Larry Daley ( Stiller ), dopo due anni da
guardiano notturno nel museo più movimentato del mondo, è riuscito a
sfondare nel mondo del business vendendo torce elettriche di una
inutilità disarmante. Nonostante le ottime acque in cui naviga il nostro
eroe, il vento dell'avventura comincerà di nuovo a soffiare fra le sue
pagine : tutti i personaggi del Museo di Storia Naturale di New York
stanno per essere trasferiti al Museo Smithsonian di Washington D.C.!
La mistica tavola che già infonde vita a Teddy Roosvelt ( Williams ),
Jedediah Smith ( Wilson ) e il generale Ottavio ( Coogan ) stavolta sarà
il fulcro di un mare di guai ( faraone gay conla zeppola, Al Capone,
Napoleone, Ivan il Terribile ) e di nuovi sentimenti.. l'eroina volante dei
primi del 900 Amelia Earhart ( Adams ) farà breccia nel cuore di Larry.
Per risolvere tutto il nostro affarista vestirà di nuovo la divisa del
guardiano assaporando emozioni ormai stipate in un cantuccio.
Gag fantastiche, dialoghi ben sostenuti dalla spettacolare mimica
facciale di tuti i personaggi, colpi di scena al momento giusto. Unica
pecca nella sceneggiatura: l'aver posto troppo in secondo piano la
figura di Teddy Roosvelt-Williams... conseguenza inevitabile quando si
mette moltissima carne al fuoco.
Fare molta attenzione allo scambio di battute tra Larry e Napoleone che
allude alla sua parentela con il nostro Cavaliere di Villa Certosa: nella
versione originale Bonaparte ne parla male mentre il doppiaggio italiano
risulta distorto. "Qualcuno lo adora" diventa magicamente "Tutti lo
amano". Miracoli dei conflitti d'interesse.
Classico prodotto hollywoodiano be confezionato.
Stelle ( da 1 a 4 ) = 2
Vincere
Regia: Marco Bellocchio
Genere: drammatico\storico
Interpeti: Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Pier Giorgio Bellocchio, Corrado Invernizzi, Michela Cescon
A Trento, Benito ( Timi ) si da alla fuga: via dalle carabine dei gendarmi! Trova salvezza in un bacio strappato alla giovane Ida Dalser ( Mezzogiorno). A Milano la ( solamente ) bella trentina, irretita da cotanta italica e priapica passione, trova il modo di incontrare di nuovo Benito e di perdersi con lui nell'estasi di coiti e dolci amplessi agognati da tempo evidentemente solo da lei .
Ida darà alla luce nel Giugno del 1915 Benito Albino Mussolini ( poi Dalser, poi Bernardi ). Il giovane rampollo, depositario della genetica romanità di Sua Eccellenza, sarà lo scandalo che porterà il Duce a provvedere al suo stesso isolamento e al ricovero coatto in manicomio a Venezia della povera Ida sedotta e abbandonata, condannata ad una damnatio memoriae addirittura dall'uomo più potente dell'epoca.
Dramma di un amore non corrisposto che conduce a una follia indotta dalle gerarchie e dai burocrati.
Dramma di un pubblico costretto ad affrontare una sceneggiatura ( Bellocchio ) estremamente statica, scarna, piatta e compiaciuta di se stessa.
La prima mezz'ora appare interessante grazie alla magistrale qualità della recitazione di Timi; il resto del film scorre lento come un fiume di magma, condotto faticosamente in avanti soltanto dalle bianche carni della Mezzogiorno.
Ma fortunatamente un film si giudica non soltanto dalla sceneggiatura e dalla recitazione ma anche dalla regia: Bellocchio ci regala splendidi tagli e primi piani di un'efficacia disarmante. Cinema nel Cinema che si fa araldo di un mondo interiore inesprimibile dai personaggi ( vedi Chaplin ); paesaggi carsici di un aspetto mistico tipico dell'arte di Bellocchio ( il passaggio in grotta ).
N.B. Fortissima corrispondenza tra il personaggio di Alessandro in "I pugni in tasca " ( Bellocchio, 1965 ) e il Duce di "Vincere".
Deluse le aspettative.
Stelle ( da 1 a 4 ) = 3
Iscriviti a:
Post (Atom)






